Archivio del torneo
Torneo del 15 luglio — Edizione 2018
Il primo «Morricella’s Day»: la svolta intima del torneo, con quattro squadre di amici, i bambini e la cena tutti insieme.
«Vogliamo riunirci per avvicinarci a quella che era l’essenza di Morricella: un padre, marito e amico, che godeva della bellezza delle piccole cose». Con queste parole, in accordo con Natalia, gli amici inaugurarono all’Hobby Club la formula che dura ancora oggi.
In breve
- Quando e dove
- domenica 15 luglio 2018, all’Hobby Club, prima partita alle 18
- La formula
- quadrangolare: due semifinali da due tempi di 15 minuti, finale 3º/4º posto e finale 1º/2º
- La giornata
- animazione per i bambini sul campetto piccolo, karaoke e cena tutti insieme
- La vincitrice
- la Squadra Turchese, che l’anno dopo tornò «a difendere il titolo»
Le quattro squadre
Le formazioni annunciate dagli organizzatori, ricostruite dalle conversazioni del gruppo del torneo.
Squadra Bianca
- Aldo Olivieri
- Cosimino
- Martino
- Nico
Massimino Ruggieri- Lucarella
Trullovic
Squadra Rossa
- Davide Lodeserto
Niccolò- Francesco Serra
- Luigi Buonfrate
- Emiliano Narcisi
Marco Bellocchio
Squadra Turchese
Ciccio Gnisci
Francesco Carangione
Gianni, il fotografo
Piero Basile- Lulù
Vito Basile- Peppe
Vincitrice dell’edizione
Squadra Blu
- Nicola Conserva
Leo Carriero- Ezio Fortunato
- Martino Mastrovito
Martino Scatigna
Petrelli
Finalista
La finale
La finale la vinse la Squadra Turchese sulla Blu — e il gruppo non ha mai smesso di parlarne. «La triade Basile-Papapietro-Basile ha colpito ancora», protestò il capitano dei blu; «le finali sono così: una volta perse, devi aspettare l’anno successivo», rispose il fronte turchese. L’anno dopo, puntuali, si presentarono in campo «a difendere il titolo».
Le immagini dell’edizione 2018
Le formazioni schierate, il ritrovo a centrocampo, le fasi di gioco su un campo all’aperto: il primo anno della nuova formula, fotografia per fotografia.
Il senso del 15 luglio
Il torneo si tiene ogni anno attorno al 15 luglio, il giorno del compleanno di Alessandro. Non è una competizione: è il modo che famiglia, amici e comunità hanno scelto per continuare a stare insieme nel suo nome, con un pallone, come tante altre volte.