Contesto civile · verifica 19 settembre 2026
L’azione inibitoria sull’area a caldo dell’ex Ilva
Dal 2021 cittadini tarantini e l’associazione Genitori Tarantini chiedono ai giudici civili di Milano di fermare l’esercizio dell’area a caldo dello stabilimento. Nel 2026 la Corte d’appello ha ordinato la sospensione entro novanta giorni. I ricorsi sono ora alle Sezioni Unite della Cassazione.
Questa pagina ricostruisce le tappe con fonti e limiti. Non sostituisce gli atti e non appartiene al processo penale per la morte di Alessandro Morricella: i due giudizi restano distinti.
A che punto siamo
Il decreto della Corte d’appello di Milano sulla sospensione dell’area a caldo resta efficace, dopo il rigetto della prima sospensiva. La Cassazione a Sezioni Unite ha fissato l’udienza al 20 ottobre 2026. Il 30 settembre la stessa Corte d’appello esamina una nuova richiesta di sospendere lo spegnimento in attesa di quella pronuncia. Nessuno di questi due passaggi ha ancora un esito pubblico verificato.
In calendario
30 settembre 2026 Corte d’appello di Milano, nuova istanza di sospensivaIn calendario
20 ottobre 2026 Cassazione, Sezioni Unite: udienza sui ricorsiDue giudizi distinti, lo stesso stabilimento
L’Altoforno 2, dove Alessandro rimase ferito nell’incidente dell’8 giugno 2015, appartiene all’area a caldo dello stesso stabilimento di Taranto. L’azione civile sulla salute della popolazione e il procedimento penale sulla sua morte restano due fascicoli diversi: non si mescolano le prove e non si anticipano gli esiti. Restano, però, due domande pubbliche nate nello stesso luogo.
Chi cerca la vicenda di Alessandro trova la cronologia documentale del processo. Chi vuole capire lo stop dell’area a caldo nel 2026 trova qui il contesto civile, con la stessa cautela sulle fonti.
Le tappe, dal ricorso alla Cassazione
Infografica in ordine di tempo. I cerchi pieni indicano atti o depositi già avvenuti; i cerchi vuoti, in fondo alla lista, indicano udienze fissate il cui esito non è ancora noto.
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Il ricorso dei cittadini
Residenti di Taranto, Statte e dei comuni vicini, con l’associazione Genitori Tarantini, promuovono l’azione inibitoria collettiva contro Ilva, Acciaierie d’Italia e la holding, tutte in amministrazione straordinaria. La causa è a Milano, sede legale delle società. Il 16 luglio 2021 è la data di deposito indicata nel reclamo successivo dei ricorrenti.
CGUE C-626/22, contesto del giudizio -
La Corte di giustizia dell’Unione europea
Con la sentenza C-626/22 la Grande Sezione precisa che, se un’installazione presenta pericoli gravi e rilevanti per ambiente e salute, l’esercizio va sospeso e i termini di adeguamento non possono essere prorogati ripetutamente. La valutazione concreta resta al giudice italiano.
Comunicato CURIA 106/24 -
Il decreto del Tribunale di Milano
La sezione imprese dispone la sospensione dell’area a caldo a partire dal 24 agosto 2026, salvo integrazione dell’autorizzazione ambientale con tempi certi. Il decreto non è immediatamente esecutivo se viene impugnato.
Il Sole 24 Ore, 26 febbraio 2026 -
Il doppio reclamo
Nello stesso giorno reclamano le società e i cittadini. Le prime contestano lo stop; i secondi ritengono il termine di agosto incompatibile con la sentenza europea e chiedono una sospensione più netta.
TarantoToday, 9 marzo 2026 -
La Corte d’appello riforma il decreto
In parziale riforma, i giudici ordinano a Ilva, Acciaierie d’Italia e alla holding di sospendere l’attività dell’area a caldo, con novanta giorni dall’ultima comunicazione per completare le operazioni sotto sorveglianza. La camera di consiglio è del 9 luglio; la notizia pubblica è del 27 luglio.
Il Sole 24 Ore, 27 luglio 2026 -
I ricorsi in Cassazione
Ilva deposita ricorso straordinario il 14 agosto. Acciaierie d’Italia segue a fine mese. In parallelo le società chiedono alla Corte d’appello di sospendere l’efficacia del decreto, lamentando un danno grave dalla sua esecuzione.
Il Sole 24 Ore, 15 agosto 2026 ANSA, 31 agosto 2026 -
No alla prima sospensiva
La Corte d’appello respinge la richiesta di sospendere il decreto di luglio. Secondo le cronache, nel conflitto tra iniziativa economica e salute prevale quest’ultima, anche alla luce dell’articolo 41, comma 2, della Costituzione. Il testo integrale di settembre non è stato reperito in questa verifica.
Corriere della Sera, 11 settembre 2026 -
La Cassazione anticipa l’udienza
Le Sezioni Unite fissano al 20 ottobre 2026 la discussione dei ricorsi, «in ragione degli interessi coinvolti». La sola calendarizzazione non sospende lo spegnimento disposto in appello.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 16 settembre 2026 -
Una nuova istanza di sospensiva
I legali delle società presentano una seconda richiesta, invocando la vicinanza dell’udienza in Cassazione. Il presidente della Corte d’appello non concede lo stop immediato e rinvia al contraddittorio.
ANSA, 17 settembre 2026 -
In calendario
L’udienza sulla nuova sospensiva
La Corte d’appello di Milano è chiamata a decidere se sospendere lo spegnimento in attesa del 20 ottobre. Al 19 settembre l’esito non è noto.
Il Fatto Quotidiano, 17 settembre 2026 -
In calendario
L’udienza alle Sezioni Unite
Discussione dei ricorsi in Cassazione. È un’udienza, non una sentenza già pronunciata: l’esito e i tempi del deposito restano da verificare dopo l’udienza.
Corriere della Sera, 16 settembre 2026
Cosa ha disposto la Corte d’appello a luglio
Secondo il testo riportato dalle cronache, la sezione imprese accoglie in parte l’inibitoria e ordina a Ilva spa, Acciaierie d’Italia spa e Acciaierie d’Italia Holding spa, tutte in amministrazione straordinaria, di sospendere l’attività produttiva dell’area a caldo. Il termine di novanta giorni decorre dall’ultima comunicazione del provvedimento e serve a completare le operazioni in sicurezza, sotto la sorveglianza dell’autorità di controllo.
La ripresa è rimessa all’iniziativa di gestori e proprietaria quando sarà rimosso integralmente l’amianto ancora presente negli impianti e saranno adottate le misure per ricondurre le polveri sottili entro limiti di sicurezza, con riferimento allo scenario autorizzato di sei milioni di tonnellate all’anno. I giudici disapplicano in parte l’autorizzazione integrata ambientale del 2025. Respingono invece la domanda relativa ai gas serra.
Cosa ha detto la Corte di giustizia nel 2024
Il Tribunale di Milano aveva chiesto alla Corte di giustizia di interpretare la direttiva 2010/75 sulle emissioni industriali. Il 25 giugno 2024 la Grande Sezione, nella causa C-626/22, ha collegato protezione dell’ambiente e della salute umana e ha escluso proroghe ripetute dei termini di adeguamento in presenza di pericoli gravi e rilevanti. In quel caso, ha aggiunto, l’esercizio dell’installazione deve essere sospeso.
Il comunicato ufficiale precisa un punto spesso omesso nelle sintesi: la Corte europea non decide la causa nazionale. Spetta al giudice italiano applicare quei principi al caso concreto. I decreti del 2026 sono, in questa lettura, il seguito interno di quel rinvio, non un secondo processo su Alessandro.
Domande frequenti
Lo stop dell’area a caldo riguarda il processo di Alessandro?
No. L’azione inibitoria è un giudizio civile sulla salute e sull’ambiente, avviato da cittadini e dall’associazione Genitori Tarantini. Il processo per la morte di Alessandro è penale, a Taranto, e al 10 luglio 2026 risulta ancora in appello dopo la sentenza di primo grado del 28 febbraio 2024.
Chi ha promosso la causa?
Un gruppo di residenti di Taranto, Statte e dei comuni vicini, con l’associazione Genitori Tarantini. Le cronache indicano gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano. Questa pagina non elenca i nomi dei ricorrenti persone fisiche.
Il ricorso in Cassazione ferma lo spegnimento?
Da solo, no. L’11 settembre la Corte d’appello ha già respinto una prima sospensiva. Una seconda istanza è stata depositata il 17 settembre ed è in udienza il 30 settembre. Fino a un provvedimento che sospenda il decreto, lo stop disposto a luglio resta il quadro descritto dalle cronache.
L’area a caldo può riprendere?
Secondo il decreto d’appello, sì, su iniziativa di gestori e proprietaria, dopo la rimozione integrale dell’amianto ancora presente e dopo misure sulle polveri sottili nei limiti di sicurezza dello scenario autorizzato. Non è una chiusura dichiarata irreversibile.
Quando deve spegnersi l’impianto?
Il decreto assegna novanta giorni dall’ultima comunicazione alle società, per completare le operazioni di sospensione in sicurezza sotto la sorveglianza dell’autorità di controllo.
Cosa deciderà la Cassazione il 20 ottobre?
Quel giorno è fissata l’udienza, non una sentenza già scritta. Le cronache riferiscono che i ricorsi pongono anche la questione se la controversia spettasse al giudice civile o a quello amministrativo. L’esito andrà verificato dopo l’udienza.
Fonti e limiti
Ogni tappa della timeline ha il collegamento al riscontro usato. Qui restano i materiali di inquadramento e ciò che ancora manca.
Atti consultati o da acquisire
- Sentenza CGUE C-626/22, 25 giugno 2024
- Comunicato CURIA n. 106/24
- Decreto Tribunale di Milano 26 febbraio 2026 e decreto Corte d’appello n. 425/2026: letti in copie ospitate da terzi, non ripubblicati (dati personali).
- Provvedimento di settembre sulla sospensiva e decreto di fissazione dell’udienza in Cassazione: ricostruiti dalle cronache; testi integrali da acquisire.
Testate usate per le tappe 2026
Verifica delle fonti: . I testi non copiano articoli o infografiche di terzi: parafrasano atti e cronache, dichiarando i limiti. Questa pagina sarà aggiornata dopo il 30 settembre e dopo il 20 ottobre, con nuova data di verifica.
La cronologia di Alessandro resta a parte
Chi arriva da una notizia sull’ex Ilva può continuare qui per il contesto civile. Chi cerca Alessandro, il processo di Taranto e le fonti sulla sua morte torna alla documentazione principale.